martedì 22 settembre 2009

Giornaliste Minacciate di Morte e La Violenza sulle Donne In Congo-RDC


Il 3 ottobre si scende in piazza in difesa della libertà di stampa ed é un fatto importante vista la cosa a cui si và difendere.Intanto domani esce il n.1 de "Il fatto quotidiano." Detto questo vado al tema.

Il caso della libertà di informare in molte parte del mondo porta a veri e propri lutti e minacce di morte a coloro che nè fanno da veri protagoniste della verità.

E' quello che sta succedendo nella Repubblica Democratica del Congo(RDC-ex Zaire) dove tre giovane giornaliste della Associazione di Donne giornaliste nel sud di Kivu,AFEM-SK, ricevono da alcun tempo delle minacce di morte.Queste tre donne,nomeadamente:Caddy Adzuba,Jolly Kamuntu e Namuto sono dei professioniste conosciute per il loro lavoro d'inchiesta e di denunce dei crimini di violenze sessuali commessi dai militari coinvolti nel conflitto che si vive in quel paese.

Oltre al fatto di svolgere il proprio lavoro di giornaliste e membri della società,queste tre coragiose donne fanno parte del progetto internazionale "Sfidando il silenzio:I mezzi di comunicazione contro la violenza sessuale",promosso dalle coleghe della vicina Angola attraverso il forum delle donne giornaliste per l'uguaglianza del genere.In Congo questa campagna sul genere permette,attraverso dei dibattiti radiofonici con dei specialisti della materia a prendere delle soluzione immediate in modo tal a far fine,o se non proprio,ridurre crimine di violenza sessuale di cui molte giovani ragazze sono vittime dei militari.

Per quanto sia rilevante,questo tipo di campagna non é ben vista da un ceto della società congolesa,poiché questi atti sono compiutti dai militari che usando qualsiasi mezzo tentano di chiudere la bocca alle tre donne,secondo ciò che si riesce a leggere dai messaggi inviate a queste ultime.Che costituiscono una vera e propria minaccia.Dai messaggi inviati al telefonino di ognuna di loro,si citava:

"Voi adottate cattive abitudine,ficando il naso in cose che non vi riguardano,vi credete intoccabile per la professione che svolgete.Adesso alcune di voi morirano per chiudere la bocca,abbiamo già ricevuto l'autorizzazione di uccidere Caddy Adzuba,dopo verrà quella di Jolly Kamuntu e di Namuto con un proiettile in testa".Ora io non sono un fatalista,però mi pare evidente e chiaro l'intenzione di questi vigliacchi.Per'altro ogni tentativo di identificare questi individui s'é rivelato insufficiente.

Due di queste donne dovrebbero essere ben conosciute,visto che hanno avuto dei ricoscimenti internazionali. Caddy Adzuba é una giurista e giornalista della Radio Okapi.Proprio in quest'anno ricevete il premio internazionale di giornalismo,Jùlio Anguita Parrado,nella città di còrdoba in Spagna.In quell'occasione in un'intervista con una organizzazione olandesa,LolaMora Produciones,la giornalista di appena 28 anni affirmò che"é grazie alla speranza che un giorno il nostro lavoro darà frutti e aiuterà nella pacificazione del conflitto".Jolly kamuntu anch'essa giurista e giornalista della Radio Mindelo si esprimi "le donne della AFEM-SK pensiamo che non é possibile che una società funzione con questo livello di impunità.Siamo delle professioniste dei mezzi comunicazione,abbiamo il potere dattoci dai microfoni e con questi gridiamo ciò che succede e aiutiamo le altre donne".*

Credo,pertanto che sia nostro dovere sostenere queste coraggiose donne, e sono convinto che le organizzazione che si battono per i diritti delle donne in Europa inizieranno a guardare con un pò più di attenzione, ciò che sta succedendo con le donne del Congo.

Il conflitto nella provincia di Kivu del nord,città dove vivono le tre donne minacciate ebbe il suo inizio nel 1998 durando 5 anni e facendo 4 milioni di morti e 3,4 milioni di rifugiati.Propulsore di questo conflitto, secondo gli esperti,il genocidio del 1994 nella vicina Ruanda.

In 2006 fu eletto presidente joseph Kabila,costuì riuscì a smobilitare i vari gruppi ribelli che si erano formati ed a integrarli nelle forze armate congolese.Intanto,il generale Lauren Nkunda negò l'accordo e formò una milizia,che secondo lui servirebbe a proteggere i tutsi(questi ultimi vittime di genocidio del 94) della regione di Goma che fa frontiera con Ruanda.Sebbene,oggi é noto come divergenze tra questa milizia e l'esercito congolese stia portanto il paese in una escaletion di violenza e guerra.

Il venerdì scorso l'ONU denunziò come il numero dei rifugiati interni stia aumentando e con questo il numero dei casi di violenza sessuale nella repubblica democratica del Congo.Causa-secondo l'ONU-la campagna di disarmo forzato delle forze democratiche di libertazione di Ruanda (FDLR).

Nel kivu del nord e del Sud vengono denunciate molti crimini contro i civili,a questi si aggiungono i casi di violenza sessuale sulle giovane e donne,omicidi, saccheggio e la distruzione di case attraverso incendi provocati dai militari.

Secondo alcuni rapporti di studi fatte di recente, il 28% delle persone intervistate conosce qualcuno ch'é stato vittima di violenza sessuale e 76% fu affettata in un modo o nell'altro dal conflitto armato.Da questo rapporto,la maggiore parte delle vittime violenza sono donne,però il numero delle vittime uomini e bambini sta aumentando vertiginosamente.

Pertanto,l'ONU fa notare che a causa di una proliferazione delle arme piccole e leggere il rischio di un'aumento di violenze sessuale é imminente,anche nelle zone dove non si combatte.Inoltre, in un conflitto armato la violenza sulle donne é considerata come un crimine di guerra vietato dal diritto internazionale umanitario.Perciò," é molto importante che la violenza sulle donne non venga considerata come un legittimo derivato della guerra",affermò l'Assessora del programma Donne e Guerra, Nadine Puechguirbal.

Secondo l'Assistente Sociale Micheline Mupenzi "le vittime corrono il rischio di morire se le loro ferite interne non venissero prese in considerazione.Poìche alcune di loro tornano nelle loro case e famiglie e smettono di mangiare,piangono tutto il giorno,e quando proprio si supera,muoiono per esaurimento mentale e fisico.Migliaia, sono i congolese fuggiti dall'ultima ondata di violenza che si é abbattuta nella provincia di Kivu Sud,a leste del Paese.E putroppo il numero dei rifugiati continua ad aumentare, solo dall'inizio del conflitto fino al mese di agosto dello scorso anno si contavano 1,8 milioni di persone,dei qual 536 mille fuggiti dal Sud del Kivu da gennaio in poì.

Questa é la Storia di un paese pieno di risorse,ciòé, ricchezze di cui tutti si fanno da beneficente sempre più ricchi,che però purtroppo della sua guerra non importa a nessuno se non a coloro che l'alimentano con delle arme-Italia compresa.E' inutile parlare dell'inchiesta che ha avuto luogo a bari e poì pubblicato dall'espresso sul coinvolgimento dell'Italia in queste guerre in giro sul mondo attraverso i sui cittadini-buoni trafficanti d'arme.

Combattiamo per le Giornaliste e le Donne del Congo...
*fonte:LolaMora Produciones

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