La Terra, come pianeta, negli ultimi anni sta subendo dei cambiamenti bruschi e repentini che, dal nostro punto di vista, minacciano la sua esistenza. Con essa, l'esistenza stessa di noi esseri umani. E non è novità per nessuno che questo andare delle cose porti con sé la paura.
La paura non è prerrogativa né dei credenti e tanto meno dei miscredenti. Ella affetta chiunque, al di là dell'entità a chi volgiamo lo sguardo.
Nei libri sacri delle più grandi religioni monoteistiche(Cristianesimo, Ebraismo ed Islamismo) ci viene presentato all'inizio un Dio amico di Abramo, per chi addirittura Abramo fa preparare del pane, visita Abramo di persona e ecc. Uno con l'autorità, però senza tante pretese oltre a quelle del "offrimi il tuo figlio". Insomma, uno soft.
Dopo, però, costuì si trasforma nel Dio di Mosé, cattivissimo, che incute paura, uno per chi si deve togliere i sandali perché le si avvicini. Uno che ama l'arido del deserto, che compare come fiamma in un albero. E che ad uno sbaglio del figlio di Aronne al tempio, non ha che una soluzione: fulminarlo.
Così nasce la paura del nuovo e del fare qualcosa di nuovo.
Gesù come buon pastore è perfettamente simpatico. E' quello del vangelo di Matteo, del sermone della montagna, è lo stesso Gesù dipinto da Michelangelo nel giudizio universale, è un Gesù che giudica e divide il mondo tra buoni e cattivi nel capitolo 25 di matteo. Insomma, la paura ed il suo proseguire come virtù.
Tutto quanto detto sta basato sulla paura del nuovo. Sostanzialmente si predica paura perché si ha paura del nuovo, di ciò che per noi è diverso. Anche quando fondamentalmente si tratta soltanto di ciò che - essendo nuovo - noi consideriamo di sbagliato. Nel quale identifichiamo una minaccia.
Già diceva lo scrittore palestinese Edward Said in uno dei suoi libri, di come noi sottolineamo nell'altro/a: fanatismo, erotismo, la violenza e tutto ciò che è negativo in lui/in lei. Nel suo libro "Orientalismo" fa una serie di confronti che lascio ad ognuno di andare a leggere.
Esiste una tradizione tipica dell'Occidente che tende a predicare che la violenza tra noi è forte e nessuno lo nega, però "la nostra violenza è accidentale", è un fatto contingente. I nostri pazzi sono accidentali. I nostri pazzi sono psicopatici individuali che uccidono od esercitano la propria pazzia in maniera autonoma(sono dei liberi professionisti), mentre la violenza dell'altro - del nuovo e del diverso - è un fatto sociologico(vedi Kabobo ed altri) ed endemica.
In teoria, tendiamo a pensare che i nostri violenti siano dei soliti inadattati sociali, dei liberi professionisti che niente hanno a che vedere con noi. E' lui, il violento, mica tutti noi - diciamo mentre alziamo le spalle per sottolineare le nostre parole. Invece, i violenti degli altri lo sono per un fatto endemico. Ci ritroviamo con delle frasi del tipo: "fa parte della loro cultura e che ci vuoi fa'... ".
Ciò che voglio far capire qui non è la divisione esistente, bensì l'idea della Paura del diverso, dello Straniero, dell'Immigrato e del Clandestino.
La paura è sempre stata la bandiera delle religioni. Oggi è diventata la bandiera delle nuove religioni: I Partiti dell'Urlo.
E' molto difficile per i lider/leader religiosi non fare ricorso alla paura. Lo è ancora di più oggi per questi partiti politici che predicano un'ideologia che in passato è stata tipica delle religioni.
La paura riempie più le chiese di quanto potrebbe fare l'amore. La Paura riempie più piazze di militanti di quanto potrebbe fare il messaggio di pace. La paura vende.
La Paura è fondamentale e molto importante, perché è uno strumento che qualsiasi movimento Urlante usa per rafforzare la propria posizione come istituzione.
Quello che la maggioranza dei militanti dei movimenti Urlanti ipotizzano è che la paura dell'azione del diverso è molto più efficiente della dolcezza e della richezza culturale che costuì porta con sé.
Se ipotizzo delle piazze dei movimenti Urlanti piene sarà più facile pensarle con degli slogan che criminalizzano lo straniero, che parlano dell'emergenza immigrati, dell'invasione dei clandestini e così via.
Qualsiasi marcia, manifestazione che ignori questi ultimi aspetti non ha che da dichiarare la bancarotta. Perché, oggi, una manifestazione che non cita lo straniero e non fa capire quanto questo rappresenti una minaccia non è invitante. La Paura Vende.(vedi la Lega di Maroni e la decadenza dei tifosi).
Per fare funzionare un movimento Urlante oggi non c'è che da dire: Questi ci rubano il lavoro, ci rubano le donne, sono dei delinquenti, stuprano le nostre donne(quando i dati dimostrano il contrario), od ancora, qua ci affamano tutti.
Però, la paura ha un suo proprio terreno. Trova terreno fertile in chi disperato perché senza mezzi sufficienti alla sopravvivenza non vedi che nell'altro la causa di questo male. In tutto questo chi ci guadagna? I Politici. Che non si sentono più obbligati a cercare dei mezzi per fare funzionare il tutto, perché, intanto, questi poveretti si menano tra loro.
Mi ricordo di un'episodio del libro di José Saramago "Evangelo secondo Gesù Cristo", nel quale il diavolo - che è sempre furbo - decide di convertirsi al Cristianesimo e Dio le dice: Non puoi. Lui insiste perché ormai ha capito che non ne vale la pena. Però, Dio le dice: Non puoi perché senza di te, io smetterò di esistere.
Senza la paura quei due della foto non esistono. Chi ha paura si offre a qualsiasi movimento che promette di combattere l'oggetto della sua inquietazione. Non importa se il provocatore della Paura sia lo stesso che promette di combattere questo male.
Ecco, se i partiti politici -
La Paura Vende. E se vende, porta con sé dei guadagni per le tasche dei politici. In tutto ciò, chi paga? Il solito cittadino che si lascia abbindolare.
Questo tipo di ideologia è la stessa che formo' le basi della caccia alle streghe del maccartismo politico americano(anticomunismo), alla caccia alle streghe del XVII secolo e all'isteria collettiva che partorì il fascismo e il nazismo. In tutti loro, la Paura è fondamentale.
Ci vorrebbe Teresa D'avila anche qui?!
Scritto il 22.10.2014
